Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2008 - Direttore Francesco Sanseverino - Direttore Responsabile Emanuele Laurenzi
Società
Economia
Politica
Politica

Un'Italia a rischio Disneyland

Fareed Zakaria aveva messo in guardia dai rischi di un «mondo unipolare» dominato da una sola potenza globale: l'America

La crisi del trasposto Low Cost

Il miraggio del volo a un centesimo

Abolire le province?

Province sì, no, forse, tra un anno

Erano ministri e segretari

Travolti dal KO della sinistra

EDITORIALE

'Mi calo e basta, la vita è tutta qui'

(Moderatamente.com) In discoteca, al pub, alla festa sulla spiaggia, la droga “cala”, e un’altra ragazza è stramazzata a terra, in coma, è morta. Questa volta la causa del decesso è l’Mdma, meglio conosciuta come ecstasy. E’ incredibile come dopo anni e anni di over-dose, di esplosioni chimiche, di implosioni biologiche, siamo qui a manipolare le parole, a violentare la ragione, a abusare della compostezza di una coscienza annichilita. C’è una maledetta disinformazione che parte da una comunicazione sonnolenta, ripetuta senza scalfire alcuna emozione, spesso didattica, già vecchia, troppe volte elargita da cattedre impolverate che nulla consentono alla possibilità di liberare la libertà, nel senso di immaginare un percorso di vita denudato dai falsi miti e dalle false aspettative, soprattutto da quella falsa normalità, che maschera nei migliore dei casi una avvenuta dipendenza. “Non mi calo” per essere contro, per trasgredire e stupire con rumore, “ mi calo” per essere pronto a dire, a fare, a pensare svelto e non dormire. “Mi calo e basta tutto qui”. Dieci, mille, diecimila a sbomballarsi, a muoversi in gruppo, in cerchio, in abissi capovolti, ma resi avventurosi, per l’incapacità di parlare, di fare i conti con le parole, che hanno un nome, una storia, persino una vita presa a calci nel sedere. LEGGI


Contatti:
redazione@moderatamente.com

FEDERALISMO FISCALE, CHI PERDE E CHI VINCE?

(Moderatamente.com) Un insieme di interventi legislativi ed un dibattito sempre più intenso iniziato a partire dagli anni '90 hanno gradualmente, ma incompiutamente, cercato di superare il tradizionale assetto dei rapporti tra Stato centrale ed autonomie locali incentrato sul modello della c.d. “finanza derivata”, più volgarmente noto come il sistema del “ripiano a piè di lista”, un modello in base al quale le esigenze finanziarie degli enti locali sono decisi a livello centrale essenzialmente mediante appositi trasferimenti ai livelli subordinati di governo. Nel merito, il 21 luglio scorso, il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, è intervenuto sulle pagine dei quotidiani “Il Giorno-Il Resto del Carlino-La Nazione” sulla proposta promossa dalla Conferenza delle Regioni fondata sulla base della discussione e dei principi già approvati un anno fa, ricollegandosi all’intervento del ministro Tremonti alla Camera nel corso del quale è stata richiamata opportunamente l'attenzione sul tema. Si ritorna a parlare pertanto di un tema che ha visto susseguirsi, negli ultimi anni, ripetuti “stops and go”, a causa degli altalenanti indirizzi di governo e alle diverse maggioranze di governo, più o meno sensibili al tema. Nelle ultime due legislature il tema, in realtà, è apparso essere stato sostanzialmente accantonato per effetto della mancanza di indirizzi univoci in tema di responsabilizzazione dei livelli di Governo locale, di definizione del tipo di perequazione da attuare (orizzontale o verticale). LEGGI


RUSSIA VS OSCE

(Moderatamente.com) Le missioni degli osservatori internazionali dell’Osce, oltre alla loro funzione principale, servirebbero anche da copertura agli agenti segreti dell’Occidente: ne è convinto Igor Borisov, membro della Commissione elettorale centrale russa, che intervenuto ieri in diretta alla radio ‘Eco di Mosca’ ha fatto una serie di pesanti dichiarazioni nei confronti dell’istituzione europea. Gli agenti occidentali, secondo Borisov, si sarebbero attivati nella ex Jugoslavia, in Georgia, in Ucraina e “il risultato è noto”, ha commentato con sarcasmo il funzionario russo, riferendosi alla vittoria elettorale in quei paesi di partiti più vicini a Bruxelles e Washington che non a Mosca. Nell’Osce “oggi non c’è assolutamente alcuna democrazia”. Parola di Borisov. E non solo: ci sarebbero da parte dei colleghi occidentali casi di pressione politica. Borisov, che probabilmente si è fatto portavoce di qualcuno più in alto di lui, si è chiesto le ragioni di questa continua e inspiegabile pressione. Dopotutto, secondo lui, dai famigerati anni ’90 in poi la Russia ha costruito un proprio sistema elettorale in base a quegli standard che gli sono stati indicati dai paesi occidentali. LEGGI

Supplemento de Il Moderato
© 2007 - CREDITS